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Anche per la stagione 2010 Giovedì e Domenica full day a Lavezzi PDF Stampa E-mail

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 Programma                                                    secca_cernie.jpg

Partenza dal porto di Santa Teresa Gallura verso le ore 9.30, il gommone con i sub si dirige alla secca delle cernie di Lavezzi per la prima immersione.

Mentre i non sub con il loro gommone vanno direttamente alla spiaggia di Lavezzi..

 

 

 

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Alle 12.30 circa tutti a pranzo, carellata di prodotti tipici sardi (formaggi, salumi, sott’oli, verdure, vini, dolci e mirto).

Dopo pranzo visita  facoltativa ai monumenti che ricordano la tragedia della Semillante, fregata Francese affondata con 800 soldati nel 1850. (Articolo completo su leggi tutto)

 

 

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Ore 15.30, i sub si preparano per la seconda immersione nello spettacolare scenario del sigaro di Lavezzi,  mentre i non sub continuano a godersi le limpide acque della Corsica.

Rientro verso le ore 17,00 al porto di Santa Teresa.

 La tragedia del Sémillante

 Il 14 Febbraio 1855 la fregata di prima classe della Marina Militare Francese Sémillante, agli ordini del comandante Gabriel Auguste Jugan, partiva da Tolone alla volta della Crimea, per approvvigionare le truppe li impegnate di viveri, armi e rinforzi. La fregata contava 292 uomini d'equipaggio oltre allo stato maggiore composto dai tenenti di vascello J.J. Bernard e J.L. Denans, , dai guardiamarina F.E. Lapraire e E.A. Lahalle, dall'aspirante audiliario di i classe E.J. Michel, il sotto commissario E.H. Le Noble, gli ufficiali medici J.M.T. Le Bos e E. Berthon e il cappellano militare J. Carrieres e imbarcava 393 militari di fanteria e artiglieria comandati dal tenente A.A. Maisonneuve e dal tenente P.A. Bolzinger.

 La rotta più diretta da Tolone al Mare Egeo passa per il Sud della Sardegna ma il forte vento da Ovest e poi da Ovest-Sud-Ovest fece decidere il capitano Jugan per attraversare le Bocche di Bonifacio e proseguire quindi verso sud al riparo della costa della Sardegna.
Il 15 Febbraio, alle ore 11, la fregata doppiava Capo Testa e quindi proseguiva per imboccare il canale tra gli scogli dei Lavezzi e l'Arcipelago della Maddalena.
La furia senza precedenti dell'uragano sollevava dal mare tale e tanta schiuma che perfino a terra era difficile riuscire a distinguere il paesaggio. Le Bocche di Bonifacio erano né più né meno che un torrente in piena che scorreva inarrestabile da Ovest a Est. Il vento scoperchiò i tetti delle case e sradico alberi secolari.

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 semilt001.jpg   Il guardiano del faro di Capo Testa raccontò che la Sémillante ingovernabile sembrava destinata a naufragare sulla spiaggia di Reina Maggiore quando, issando la vela di trinchetta, la fregata riusciva ad evitare gli scogli e proseguiva verso Nord Ovest.
Un'ora dopo, verso mezzogiorno de 15 Febbraio, la Sémillante naufragava contro la Punta de l'Acciarino, a Sud Ovest di Lavezzi.
Né dal faro di Razzoli né dalla Maddalena si vide passare la fregata, ma solo dopo 24 ore, quando il vento si fu calmato, i primi soccorsi raggiunsero il luogo del naufragio.
Il primo cadavere fu rinvenuto solo il 18 di Febbraio, incastrato tra le rocce a più di un miglio dal luogo del naufragio.
Su 695 vittime il mare rese 592 corpi, tra cui quello del comandante Jugan.
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